...ed alla fine sono d'accordo con Matteo.
Il weekend tranquillo mi ha permesso di vedere un po' di televisione, spilucchiare qualche minuto di tv sarebbe più corretto.
Negli spilucchiamenti ho fatto mentalmente una specie di tabella degli argomenti che sono andati in onda:
1- amici contro x-factor
2- Renato Zero contro x-factor
3- talk show pro/contro Renato Zero
Stasera ho letto il post di Matteo che discrimina i telespettatori dei 2 talent-reality-show.
C'è poi la bagarre su "Zero ha ragione" che riprende un semplice discorso nato già anni fa:
Lo spettatore deve avere la precedenza di voto su performance artistiche?
Poi mi sono sciroppato Giletti oggi pomeriggio dove un filosofo, Zecchi, ha tirato giù una frase che ha praticamente dato come inutile le canzoni della musica leggera.
Una frase pesante e senza una spiegazione comprensibile.
"Mi ricordo che anni fa, d'improvviso dentro un bar ho sentito un jukebox che suonava, e nei sogni di bambino la chitarra era una spada e chi non ci credeva era un pirata."
Forse è vero che le canzoni non entreranno mai a far parte di un paragrafo di un libro di storia, e che non cambieranno abitudini di famiglie, ma oggi noi nati negli anni 70 abbiamo parecchi riferimenti culturali che vediamo rigerminare dopo tanti anni.
Scavalcano i tempi alcune mode, più che altro perchè sono un rigurgito di un tempo in cui il vestire e i comportamenti erano specchio di una certa classe sociale che nel tempo si è rimodellata e le aziende di vestiti, i locali, e la stessa industria musicale riprende a vangate per riempire i grande secchio del consumismo.
La frase precedente mi serve per allacciarmi a quello che ha detto Renato Zero.
Non ha torto, ma non ha neanche completamente ragione.
Chi ha bisogno di X-Factor? Chi ha bisogno di Amici?
Innanzitutto noi spettatori passivi e un po' troppo bovini, che ci piace tanto non avere pensieri su cosa è bello e cosa è brutto e che preferiamo che ce lo dica Morgan o Maria.
Poi ci siamo noi spettatori attivi, che ricercano qualcosa di diverso e culturalmente interessante, magari non documentaristico, programmi che mettano anche un po' in risalto i nostri ricordi da bambino dei jukebox nei bar e le nostre chitarre che in realtà erano spade.
C'è poi da dire che è vero che non troveremo mai il nuovo Battiato o il nuovo Battisti ne su X-Factor ne su Amici, ma non è colpa o merito dei programmi TV, è cosa normale che i grandi talenti, i grandi artisti musicali non abbiano bisogno di un talent show per emergere.
Il talent show è un creatore di prodotti per la massa, e lasciando scegliere alla massa i produttori si lasciano alle spalle tutti quei problemi di ricerca e tentativi che per un prodotto commerciale sono necessari.
La differenza tra Giusy Ferreri e, per esempio, Amy Winehouse è che Amy Winehouse non ha partecipato ad un talent show ed è stata scelta dalla massa bovina, è un gran talento ed è salita alla ribalta grazie alla sua bravura.
Tant'è che in un momento in cui la musica cercava, invano e con un susseguirsi di errori, nuove sonorità la Winehouse diventava la star che è con una musica di 50/60 anni fa!
Tanto per fare scopa, Arisa ha vinto gli onori di San Remo grazie alla sua canzone anni 50/60 anche perchè sono oramai 2 o 3 anni che ci propinano cloni di canzoni di quei tempi.
Ecco allora che la moda musicale è fatta da grandi artisti e poi viene copiata, rimaneggiata, modificata e soprattutto clonata per la massa che scarica canzoni da iTunes o da eMule.
Quindi è vero e falso quello che dice Renato e sostanzialmente vero quello che dice Matteo.
Gli artisti di X-Factor, grazie ai professionisti che scelgono i pezzi, fanno un lavoro culturalmente più evoluto perchè il programma lo impone, devono trovare dei cloni di artisti famosi, e questo rende automaticamente più alto culturalmente il target della trasmissione rispetto ad Amici. X-Factor forma cantanti, non forma artisti.
Carta che vince San Remo è il prodotto commerciale che viene costruito da Maria de Filippi. Viene scelto, modificato, adattato alla massa più massa possibile e proposto come novità talentuosa piena di vigore e di freschezza. Falso. Amici forma ragazzi da spettacoli televisivi, non forma artisti.
L'artista è quella persona che trova un modo particolarmente forte e incisivo per esprimere quello che pensa. Mogol è un artista, quando aveva tanto da dire ha scritto delle cose magnifiche, che non troveremo mai sui libri di storia ma che conosceremo per sempre perchè vengono passate di generazione in generazione per "tradizione orale".
Il prossimo Mogol, se ce ne sarà uno, non uscirà da una trasmissione televisiva, uscirà dalla bocca di un tuo amico che dirà "ascolta questo, ha un testo molto bello".