Via prenestina, c'era la pioggia a rendere l'effetto post atomico più reale.
Nella vecchia area industriale di roma, con edifici costruiti durante il boom economico degli anni 50 e 60 con le insegne originali sugli ingressi.
Abbiamo parcheggiato davanti ad un cancello, era l'unico posto disponibile.
La gente camminava sul ciglio della strada verso l'ingresso del RIFF.
Abbiamo atteso l'ingresso sbirciando le consolle dei dj, fuori intanto iniziava a piovere sempre di più.
Tante le domande e le risposte che passavano di bocca in bocca su quando suoneranno e quando ci faranno entrare.
Una danzatrice di Flamenco ed il suo chitarrista scendono dalle scale che portavano al locale al piano di sopra.
Piani di più di 5 metri, era un vecchio lanificio ora ristrutturato per eventi musicali.
Entriamo, a gruppi di 4.
Dentro ci aspetta un locale molto curato, con una bella balconata prensile che si affaccia sul verde di roma, tra acacie e cespugli pronti per la primavera.
Entrano i Transistors vestiti di nero con cravatta arancione. Mi ricordano una foto dei Kraftwerk.
Si sistemano ai loro posti, i supporti degli strumenti mi sembrano i cavalletti ed il theremin e i sintetizzatori sono i loro pennelli.
La tela è la voce di miss Ari.
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